Sciamano

Il Tamburo dello Sciamano

Sciamano

Lo Sciamanesimo

Lo sciamanesimo non è una vera religione come le grandi religioni monoteiste, l'induismo o il buddismo, ma non è neppure un menu à la carte come la new age.
Ogni religione ha una sola mappa della realtà, mentre gli sciamani hanno più mappe, spesso non coerenti tra loro.
Secondo gli sciamani infatti tutte le mappe sono semplificazioni che rinunciano a qualcosa per mantenere la coerenza.

  1. Gli sciamani non credono che la materia sia mera illusione, come buddisti e induisti, ma neppure che sia la sola realtà, come illuministi-darwinisti.
    All'inverso degli illuministi-darwinisti, dove la materia è reale e i sogni solo un riflesso della realtà, per gli sciamani è vero il contrario: il mondo materiale si forma per condensazione del Sogno, la realtà originaria, di cui la materia è solo un riflesso. Tutto ciò che accade qui, nel mondo materiale, segue le leggi e gli eventi del Sogno sicché le leggi di natura o la logica umana sono tentativi, aventi più che altro valore statistico, di spiegare i riflessi del Sogno che vediamo.
    Questo mondo non è illusorio, tuttavia riflette una realtà più autentica, ma le mappe (scientifiche, logiche, morali etc.) per spiegarlo sono mere interpretazioni umane e hanno, alla meglio, validità limitata.
  2. Non c'è un Dio creatore, inteso come creatore dell'Universo. Possono esistere dei Creatori dell'uomo e della vita biologica, ma si tratta piuttosto di un Flusso di Dèi, non un Dio unico e non sono i reggitori attuali dell'Universo, al contrario l'hanno forse retto in tempi molto lontani.
    Questi Dèi nella mia tradizione vengono detti Antichi Signori del Cosmo.
  3. Alla base della realtà (ossia del Sogno) non vi è energia, come nell'indusimo e nella new age, bensì Potere.
    Il Potere non è affatto la stessa cosa dell'energia, è piuttosto una chiave per aprire porte. Aprire una porta col potere è appunto girare la chiave, aprirla con l'energia è abbatterla a spallate. Si può avere poca energia e molto Potere o viceversa. Il Potere si diversifica in molti poteri diversi, ossia diverse chiavi. Chi ha il potere adatto può ottenere facilmente e bene un obiettivo.
    Il Potere è simile ad acqua, deve scorrere e non si può trattenere. Al contrario di tutte le religioni citate prima, l'individuo non è centrale, è solo un canale attraverso cui scorre il Potere che viene da altrove e va altrove. "Avere molto Potere" significa soltanto venir attraversati, attualmente, da un grosso flusso di Potere.
    Poiché il Potere dev'essere preso e dato, si sente il bisogno non soltanto di prendere ma anche di dare. L'amore in questa mappa è un modo e un impulso a cedere Potere. A differenza del cristianesimo e della new age, non esiste quindi un Amore Supremo come realtà ultima e neppure come cosa più importante del Cosmo.
    Il forte bisogno d'amare ed essere amati che spesso proviamo dipende proprio dal vivere nell'illusione di essere individui separati dal resto del mondo: la pressione tremenda che proviamo in questa separazione artificiale fa sì che enorme sia il sollievo quando amiamo e veniamo amati, ossia quando diamo e riceviamo fino a sentirci tutt'uno con l'altro.

    A differenza invece del darwinismo, la natura non è regolata dalla mera spinta all'autoaffermazione: l'autoaffermazione è prendere potere così come l'amore è cederlo, una cosa non esiste senza l'altra.
    Per gli sciamani il peso eccessivo dati talvolta o all'amore o alla struggle for life sono errori dovuti al punto di vista sbagliato che mette l'individuo al centro. In realtà al centro è il flusso di Potere, di cui ogni individuo è solo un canale.
  4. A differenza del buddismo, lo sciamanesimo non fa leva su presunte qualità interne dell'uomo.
    Uno sciamano, alla domanda su cosa ci fosse dentro l'uomo, rispose che entrare nell'uomo era come attraversare un foglio di carta: ci si ritrova fuori dall'altra parte!
    In effetti l'uomo è solo un canale attraversato da un flusso di Potere (o, meglio, di poteri) e quello che resta invariato dentro il tubo è poco o nulla. Semplicemente noi ci inganniamo attribuendo a noi stessi quel che proviene da Spiriti (o talora Dèi) che ci attraversano.
    Senso della vita umana è allinearsi con il flusso di Potere, in modo da farlo passare al meglio.
    Per raggiungere ciò occorre il consiglio e l'aiuto del Flusso di Potere stesso.
    Il Flusso di Potere non è impersonale come l'Uno buddista, piuttosto è un flusso di consapevolezza sovrapersonale, ossia che - come tale - non può essere contenuto in niente di simile a ciò che chiamiamo "persona".
    Tuttavia, e questo è punto centrale dello sciamanesimo, il Potere è consapevole, anzi è consapevolezza.
    Quando comunichiamo con questo Flusso, ne contattiamo una minima parte che interagisce con noi come una persona, che definiamo «uno Spirito».
    A differenza della new age però, la persona-Spirito che ci appare (animale, pietra, albero...) non dipende dalla nostra coscienza: un potere ci appare come una tigre perché usualmente quando attraversa il nostro mondo lo fa attraversando una tigre. Lo stesso potere (lo stesso Spirito) può apparirci una volta come tigre, un'altra come giaguaro, perché un flusso simile attraversa sia la tigre che il giaguaro.
    Può apparirci perfino in forma umana talvolta, perché in alcune occasioni anche un uomo può venir attraversato dal potere della tigre.
    In conclusione l'uomo secondo gli sciamani non ha quasi alcun potere, per ottenere forza e aiuto ha bisogno degli Spiriti, ossia di contattare i poteri che lo attraversano e di allinearsi in modo da farcisi attraversare.
  5. Nello Sciamenesimo esistono più Mondi oltre al nostro, detto Mondo di Mezzo.
    Il Mondo di Mezzo è di scarso Potere e tutti gli esseri che lo abitano hanno solo il Potere necessario all'ordinaria sopravvivenza, ossia sono attraversati da un Flusso debole.
    Il Potere «vero» entra qui da altri Mondi, e solo occasionalmente, nel corso di eventi eccezionali che ad es. in lingua Lakota sono detti wakan (magnifico, misterioso, straordinario).
    Gli Sciamani compiono riti e viaggi in altri Mondi appunto per cercare e portare qui Potere.
    Tra tutti gli esseri del nostro Mondo di Mezzo però quelli più dotati di Potere sono gli esseri della Natura.
    Gli Spiriti più importanti sono quindi gli Spiriti della Natura, ossia Flussi che attraversano animali, alberi, pietre, fenomeni naturali.
    Non solo questi esseri hanno un Potere maggiore del nostro - benché sempre limitato - ma occasionalmente sono attraversati da Spiriti potenti o perfino da Dèi, provenienti da altri Mondi, causando un evento wakan, come quando ci appare un animale che in quell'ambiente non potrebbe esserci o vediamo uno stesso animale selvatico più volte in circostanze diverse o siamo sfiorati da un fulmine etc.
    Appare chiaro quindi perché lo Sciamanesimo venera specialmente gli Spiriti della Natura e fa rituali nei boschi, presso i fiumi o sulle montagne.
  6. Non esiste un karma, anche perché lo stesso rapporto di causa-effetto è un'illusione delle nostre mappe per spiegare la realtà.
    Anche le vite precedenti sono in parte un'illusione, ossia, per gli sciamani, se un Flusso di Potere uguale o meglio simile a quello che attraversa la tua vita ha attraversato quella di un mercante del '600, tu puoi "sentirti" la sua reincarnazione, ma ciò che resta quasi uguale sono gli Spiriti che attraversano entrambi non l'identità di te e del mercante: siete due canali del tutto diversi! Benché non esista un karma, esiste una compensazione delle azioni, in quanto tutto nell'Universo viene riequilibrato, ma siccome nell'economia l'individuo è irrilevante, la compensazione - come premio o castigo - può raggiungerti in questa vita come anche no: può infatti arrivare in un altro canale che è attraversato da un Flusso in parte simile al tuo, quindi un figlio, un nipote o una "cosiddetta" vita successiva, o perfino può arrivare in tutte queste cose.
    Le «colpe» dei padri quindi ricadono in tutto o in parte su figli e discendenti, al contrario di ciò che afferma il Cristianesimo.
  7. A differenza dalle religioni monoteiste, dall'induismo, dal buddismo e dalla new age, non esiste nell'uomo un'anima immortale.
    Per gli sciamani non soltanto il nostro corpo ma tutta la nostra persona alla morte si separa in più parti - spesso chiamate anime - in modi e numeri che vengono descritti diversamente dalle varie tradizioni e anche da sciamani diversi della stessa tradizione o perfino in due diversi miti dello stesso sciamano!
    Questo perché la verità non ci è comprensibile "da qui" e le descrizioni sono appunto soltanto mappe.
    La nostra identità comunque non è quel che chiamiamo anima, ne è solo una piccola parte. La più importante delle nostre anime infatti è il Flusso di Spiriti che ci attraversa e che ha obiettivi e interessi che ci sono oscuri e, anzi, perfino estranei se non ci allineiamo per farlo passare al meglio. «Allinearsi» significa infatti seguire un cammino in linea con la volontà del Flusso che ci attraversa. I moderni identificano erroneamente l'anima con la psiche e con la propria identità, mentre essa ha mete o interessi che ci possono essere in parte o perfino del tutto ignoti. E per questo può accadere di non essere in contatto con la propria anima, cosa che porta allo sradicamento, alla sfortuna e spesso a malattie fatali. Dopo la morte comunque, quest'anima non ha di solito più interesse per ciò che siamo stati.
    Quanto invece alla nostra identità almeno una parte di essa tende a sopravvivere se resiste ed è venerata nella memoria della nostra famiglia o del nostro popolo, altrimenti a poco a poco si dissolve. Un fatto, questo, coerente con la visione sciamanica che primarie siano le relazioni e non gli individui, i quali senza le relazioni cui appartenevano svaniscono.
  8. Esistono due tipi di «salvezza», intesa come vittoria sulla morte:
    1. Gli allievi dello Sciamanesimo, attraverso sacrificio, dimostrazione di coraggio e disciplina, si accostano a riti dove possono ottenere dagli Dèi un'anima aggiuntiva che viene creata con il Potere di un Dio, ossia di uno Spirito altissimo. Di fatto significa far passare attraverso di sé un Flusso nuovo, di origine divina.
      Quest'anima nella mia tradizione è detta arútam e, oltre che conquistarla, è importante la disciplina e la via dell'allievo per imparare a padroneggiarla, capirne la volontà e gestirne il Potere.
      L'arútam tuttavia rimane con noi solo per pochi anni, poi si allontana e dobbiamo cercarne uno nuovo.
      Se all'avvicinarsi della morte il seguace dello sciamanesimo ha un arútam (di cui riesce a gestire bene il Potere!) allora la sua identità non svanisce né rimane dipendente dal culto dei famigliari, ma - come si usa dire - «raggiunge il suo arútam». Questo significa in pratica che diventiamo l'arútam stesso e con questo Potere gireremo nel Mondo in animali o fenomeni naturali (secondo il tipo di arútam) finché sceglieremo di diventare l'arútam di un nostro discendente (o discendente della comunità): in quel momento la sua identità si sovrapporrà alla nostra che andrà probabilmente a svanire.
    2. Il tipo più alto di «salvezza» è possibile solo attraverso discipline esoteriche presenti nelle diverse tradizioni.
      La disciplina che è stata insegnata a me è il Cammino delle 24 Stelle.
      Attraverso queste discipline, l'identità personale di pochissimi uomini e donne cambia la sua natura e alla morte quando raggiunge il suo arútam, questo non si deve più «incarnare» nei discendenti, ma diventa uno Dio eterno del Flusso.