Sciamano

Il Tamburo dello Sciamano

Sciamano

Estrazione delle Intrusioni (segue):
succhiar fuori la malattia

Un altro modo di estrarre le intrusioni è di succhiarle fuori. Direttamente con la bocca oppure con l'aiuto di una cannuccia o un osso cavo.
Benché questa tecnica sia di gran lunga la più usata dagli sciamani tribali, è poco frequente nel neosciamanismo. Forse perché molto fisica (ripeto che il neosciamanismo, influenzato dalla new age, tende verso procedure evanescenti e smaterializzate) e un po' disgustosa per la raffinata cultura occidentale. Oppure anche perché richiede molta maestria e può essere assai rischiosa per lo sciamano. E il neosciamanismo affida i suoi insegnamenti a seminari della durata di un weekend, senza controllo su quel che gli allievi faranno una volta tornati a casa.

Però, come spesso avviene, una tecnica più difficile e pericolosa, è anche assai più potente. Ovvio che prendere un'energia velenosa in bocca è molto rischioso. Lo sciamano può farlo solo se ha una forte protezione nella bocca. L'animale di potere non è sufficiente.

Petroglifo altaico
no sciamano dell'Amazzonia succhia fuori una freccia magica dal collo di un piccolo paziente.

L'unica protezione valida che io conosca è avere il potere stesso dell'intrusione come proprio alleato.
Lo sciamano ha spiriti alleati, di solito più elementari di un animale di potere, ma che diversamente da un animale di potere, restano permanentemente con lui, nel suo stomaco o sotto la sua pelle o in un sacchetto di medicina. Molti di questi spiriti sono spiriti delle piante, ma comunicano con lo sciamano anche in un'altra forma che può essere un insetto, un ragno, un pesce, un rettile, ma anche una pietra o altro. Questi alleati sono detti tzentzak dagli sciamani dell'Amazzonia. Descrivo in un altro articolo come si acquisiscono.
Se l'intrusione è ad es. una vespa, e lo sciamano ha la Vespa come tzentzak, prima di succhiarla fuori egli chiamerà i suoi alleati Vespe (di solito ne ha sempre una coppia) dentro la sua bocca. Se tiene i suoi alleati nello stomaco lo sciamano rigurgita un po' di succo gastrico fin nella bocca finché sentirà le due vespe sistemarsi l'una vicino alle labbra, l'altra all'imbocco della gola.
Se invece gli alleati vespe sono sotto la pelle egli li chiamerà con un canto di potere finché li sente salire sotto la pelle fino ad arrivare dentro la bocca oppure li vedrà uscire dal suo corpo e muoversi intorno a lui, finché attratti dal canto gli entreranno in bocca. In modo simile se sono conservati fuori del corpo, liberi o in un sacchetto di medicina o in dei simulacri. Se gli spiriti sono contenuti in piccoli simulacri lo sciamano può anche metterseli direttamente in bocca. Alcuni sciamani mettono in bocca due pezzetti di foglia dell'aspetto vegetale dell'alleato.
È meglio che gli alleati siano in coppia, uno sull'entrata della bocca e uno più in giù: il loro compito è infatti bloccare l'intrusione che viene succhiata in modo che lo sciamano non la inghiotta: se questa sfugge al primo alleato il secondo la fermerà. Lo sciamano può succhiare un'intrusione dall'aspetto di vespa o di granchio solo se ha la vespa o il granchio come alleato. Altrimenti dovrà usare le mani.
Quando lo sciamano succhia non ha bisogno di toccare il corpo del paziente, basta che si tenga a qualche centimetro. Può usare le labbra direttamente o anche un apposito strumento di potere. Sentirà di solito ondate di sapore disgustoso mentre succhia e sputerà l'intrusione in una bacinella d'acqua. Spesso ha conati di vomito.
Prima di succhiare una seconda volta deve richiamare di nuovo gli alleati nella sua bocca, una dimenticanza può costare cara. Mi capitò una volta mentre stavo succhiando fuori dozzine di farfalle da una donna che soffriva di forti dolori mestruali.

Non me ne accorsi quasi. Ma il giorno dopo, mentre la donna era del tutto guarita, io avevo una strana febbre: alta e senza nessun altro sintomo. Non essendoci nei dintorni uno sciamano, chiesi al mio animale di potere di visitarmi. Egli mi mostrò due o tre farfalle in fondo alla mia gola. Fu allora che mi ricordai di quando avevo dimenticato di richiamare le farfalle alleate nella bocca. Il mio animale le estrasse. Dopo un'ora la febbre scomparve.

Lo sciamano smette di estrarre quando non sente più disgusto nel succhiare. Allora per sicurezza ricontrolla la zona con la mano.

Estrarre con l'ausilio di strumenti di potere

Se non può succhiar fuori l'intrusione e questa è troppo tenace o piccola o sfuggente per toglierla con le mani, a volte lo sciamano usa uno strumento di potere per tirarla fuori: come una freccia o un dente d'animale, un bastoncino o un osso appuntito, la punta cornea di una penna o un coltello sacro.
Anche in questi casi non occorre in generale ferire il paziente. Gli sciamani tribali spesso lo fanno e in alcuni casi sarebbe necessario, ma non è possibile nella nostra civiltà.
Comunque lo strumento è sempre un oggetto di potere dello sciamano cui è stato spiegato da uno spirito aiutante o dallo spirito stesso dell'oggetto per che cosa può essere adoperato e quali intrusioni eventualmente può estrarre.
A volte il suggerimento arriva durante la guarigione stessa, da parte dell'animale di potere o di uno spirito-guida.
Un bravo sciamano segue sempre queste ispirazioni improvvise anche se paiono strane, perché si lascia condurre senza resistenze nel flusso della vita.

Chiusura del rituale

Terminata l'estrazione, lo sciamano invita il cliente ad alzarsi a sedere. Deve subito chiudere i buchi lasciati dall'estrazione: anche se invisibili, sono come le ferite di un intervento chirurgico. Per fare ciò alcuni sciamani schizzano un po' d'acqua pura sul viso del cliente, affinché il lieve shock chiuda le aperture. Oppure gli danno da bere un bicchiere d'acqua dopo averla consacrata passandola sulla fiamma della candela: invitano il cliente a bere lentamente e sentire l'acqua riempire i buchi lasciati dalle intrusioni. Si possono anche fare entrambe le cose. Infine lo sciamano scuote il sonaglio quattro volte intorno al corpo del cliente, sigillando il rito. Questa è l'estrazione come io la pratico di solito. Vi sono molte altre tecniche, ma i principi di base sono simili.