La vendetta, il perdono o che cosa
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Re: La vendetta, il perdono o che cosa
Mi sta benissimo la legge dell'occhio per occhio, dente per dente, ma ad esempio quella del giorno sacro, nel quale egli vuol godere il frutto della sua incommensurabile megalomania, facendosi adorare, dando rigidi precetti che presuppongono l'annullamento di qualsiasi forma di pensiero e giudizio da parte degli umani, ecco, io non la considero né come una grandezza, né come un immenso potere da parte di questo dio, ma solamente l'espressione della sua debolezza e della sua paura di fondo nei confronti dell'uomo.Romolo ha scritto:Il Dio biblico...ordina a Mosè di far uccidere un uomo perché ha osato raccogliere della legna nel sacro sabato.
Certe raffinatezze nella loro imperfezione sono il segno di quanto quel dio sia molto più umano che divino, anzi, sono il segno di quanto l'essere umano sia sempre pronto a farsi fregare da chiunque abbia sufficiente intelligenza e furbizia.Romolo ha scritto:Occhio per occhio è una cosa che ha senso, che riesco a capire... e le raffinatezze sono cose come il divieto di uccidere un ladro se sta cercando di introdursi nella tua tenda in pieno giorno nel codice mosaico.
L'uomo è sempre pronto a rinunciare all'autodeterminazione, al pensiero autonomo, perché costa tanta fatica, molto più semplice e comodo e si arriva ad essere disposti a farsi ammazzare.
L'uomo ha continuato e tuttora continua ad affidarsi, mani e piedi legati, a chi si autodichiara potente, profeta, unto dal signore, collegamento fra il divino e l'umano, ecc., ecc.
Questa è la fede.
Re: La vendetta, il perdono o che cosa
Beh... per quanto mi riguarda, nella Bibbia trovo almeno 5 principali famiglie diverse di spiriti che sono "Dio" in determinati momenti storici... quindi è chiaro che ho opinioni piuttosto eretiche e deviate in proposito.
Però parlavo di giustizia e, poichè gli ebrei del tempo di Mosè la consideravano direttamente prodotta da Dio, era inevitabile citarlo.

Però parlavo di giustizia e, poichè gli ebrei del tempo di Mosè la consideravano direttamente prodotta da Dio, era inevitabile citarlo.
Re: La vendetta, il perdono o che cosa
Sì una fede cieca, suicida e da veri stolti. E' l'umano che inventa il divino e se ne fa strumento di potere incondizionato con la supina approvazione/dedizione di persone senza nerbo...pronte (sic) anche a perire ingiustamente pur di non affrontare il coraggio di vivere mettendo la vita in mani auto-santificate che si possono imbrattare senza correre nessun rischio.Tanimara ha scritto:L'uomo è sempre pronto a rinunciare all'autodeterminazione, al pensiero autonomo, perché costa tanta fatica, molto più semplice e comodo e si arriva ad essere disposti a farsi ammazzare.
L'uomo ha continuato e tuttora continua ad affidarsi, mani e piedi legati, a chi si autodichiara potente, profeta, unto dal signore, collegamento fra il divino e l'umano, ecc., ecc.
Questa è la fede.
Mosè-padrone se ne andò a parlare con dio sul Sinai e, in sua assenza di guida e forse morto, Aronne ci provò con il Vitello d'Oro con il popolo in astinenza di dio...ma sappiamo come è andata a finire? Cosa fece la giustizia "umana"? Idolatria? Macchè...gli ebrei sanno fare gli ebrei.
Il popolo venne perdonato per intercessione di Mosè. Ma l'oro? Si sa che rapporto hanno gli ebrei con l'oro...fra di loro...

Scusate vado

“Un Kolibrì dorato arrivò volando a casa nostra e portò una nuova alba sul nostro altare. La luce si avvicina riflettendo la gioia che soffia il vento svegliandosi un nuovo giorno e la freschezza della montagna porta l'essenza di un Kolibrì innamorato”.
Re: La vendetta, il perdono o che cosa
E' stata opportuna la tua citazione e ho preso lo spunto per fare alcune mie personali considerazioni.Romolo ha scritto:Però parlavo di giustizia e, poichè gli ebrei del tempo di Mosè la consideravano direttamente prodotta da Dio, era inevitabile citarlo.
Re: La vendetta, il perdono o che cosa
Maldito ha scritto:E' l'umano che inventa il divino e se ne fa strumento di potere incondizionato con la supina approvazione/dedizione di persone senza nerbo...pronte (sic) anche a perire ingiustamente pur di non affrontare il coraggio di vivere mettendo la vita in mani auto-santificate che si possono imbrattare senza correre nessun rischio.

Eh, l'oro...certo non è tornato a chi l'aveva donato...magari sarà...evaporato verso il cielo... e il popolo è stato felice e appagato per l'essere stato perdonato.Maldito ha scritto:Mosè-padrone se ne andò a parlare con dio sul Sinai e, in sua assenza di guida e forse morto, Aronne ci provò con il Vitello d'Oro con il popolo in astinenza di dio...ma sappiamo come è andata a finire? Cosa fece la giustizia "umana"? Idolatria? Macchè...gli ebrei sanno fare gli ebrei.
Il popolo venne perdonato per intercessione di Mosè. Ma l'oro? Si sa che rapporto hanno gli ebrei con l'oro...fra di loro...![]()
Scusate vado

Re: La vendetta, il perdono o che cosa
Una precisazione decisamente OT: il vitello d'oro fu fatto a pezzi da Mosè fino a farne polvere.
La polvere finì in acqua e fu fatta trangugiare agli israeliti.
Poi Mosè si arrabbiò con Aronne, ma lui fece scarica-barili "avevo le mani legate, mi hanno obbligato!".
Al che, Mosè radunò i "suoi" e disse loro :<Così dice l'Eterno, il Dio d'Israele: "Ognuno di voi si metta la spada a fianco; passate e ripassate da un'entrata all'altra dell'accampamento, e ciascuno uccida il fratello, ciascuno l'amico, ciascuno il vicino!"».
Il perdono? Si, dopo la vendetta
La polvere finì in acqua e fu fatta trangugiare agli israeliti.
Poi Mosè si arrabbiò con Aronne, ma lui fece scarica-barili "avevo le mani legate, mi hanno obbligato!".
Al che, Mosè radunò i "suoi" e disse loro :<Così dice l'Eterno, il Dio d'Israele: "Ognuno di voi si metta la spada a fianco; passate e ripassate da un'entrata all'altra dell'accampamento, e ciascuno uccida il fratello, ciascuno l'amico, ciascuno il vicino!"».

Il perdono? Si, dopo la vendetta

Re: La vendetta, il perdono o che cosa
Già, una vendetta ingiusta ma poi "perdonata" dagli stessi stolti superstiti israeliti (oltretutto mischiati con altra Gente) che continuarono a seguire Mosè-dio e il "loro" Dio d'Israele.Romolo ha scritto:Il perdono? Si, dopo la vendetta
Che farsa eccezionale...

Chiudiamola qui, và, che è meglio.

“Un Kolibrì dorato arrivò volando a casa nostra e portò una nuova alba sul nostro altare. La luce si avvicina riflettendo la gioia che soffia il vento svegliandosi un nuovo giorno e la freschezza della montagna porta l'essenza di un Kolibrì innamorato”.
Re: La vendetta, il perdono o che cosa
Grazie della precisazione, non lo ricordavo.Romolo ha scritto:Una precisazione decisamente OT: il vitello d'oro fu fatto a pezzi da Mosè fino a farne polvere.
La polvere finì in acqua e fu fatta trangugiare agli israeliti.
Io ci scommetto che qualcuno poi trovò il modo di recuperare tutta la polvere


Bella questa giustificazione; è la più usata anche al giorno d'oggi; la colpa è una brutta bestia e nessuno la vuole.Romolo ha scritto:Poi Mosè si arrabbiò con Aronne, ma lui fece scarica-barili "avevo le mani legate, mi hanno obbligato!".
Mi ricorda fatti che avvengono tuttora.Romolo ha scritto:Al che, Mosè radunò i "suoi" e disse loro :<Così dice l'Eterno, il Dio d'Israele: "Ognuno di voi si metta la spada a fianco; passate e ripassate da un'entrata all'altra dell'accampamento, e ciascuno uccida il fratello, ciascuno l'amico, ciascuno il vicino!"».
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Dal tempo di Mosè sono trascorsi migliaia di anni, ma l'obbedienza cieca la fa tuttora da padrona.

Re: La vendetta, il perdono o che cosa
Grazie, vedo che condividi...mi fa piacere. Sta' cosa fa un po' paura/ribrezzo però...Tanimara ha scritto:Maldito ha scritto:
E' l'umano che inventa il divino e se ne fa strumento di potere incondizionato con la supina approvazione/dedizione di persone senza nerbo...pronte (sic) anche a perire ingiustamente pur di non affrontare il coraggio di vivere mettendo la vita in mani auto-santificate che si possono imbrattare senza correre nessun rischio.
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Prendiamola in ridere...và

“Un Kolibrì dorato arrivò volando a casa nostra e portò una nuova alba sul nostro altare. La luce si avvicina riflettendo la gioia che soffia il vento svegliandosi un nuovo giorno e la freschezza della montagna porta l'essenza di un Kolibrì innamorato”.
Re: La vendetta, il perdono o che cosa
Sono state spese un sacco di parole (la maggior parte inutili) su azioni vendicative. Nessuno però ha detto niente sul perdono nè tantomeno da cosa venga fuori il desiderio di vendetta. Mi sembra evidente che nessuno abbia questa consapevolezza (me compreso eh).
Re: La vendetta, il perdono o che cosa
Perdono solo ed unicamente le persone che amo e da cui sono amata.Chaìr ha scritto:Sono state spese un sacco di parole (la maggior parte inutili) su azioni vendicative. Nessuno però ha detto niente sul perdono nè tantomeno da cosa venga fuori il desiderio di vendetta. Mi sembra evidente che nessuno abbia questa consapevolezza (me compreso eh).
Chi mi fa del male non con l'intento di farlo, ma ad esempio per leggerezza, per stupidità, per non saper valutare le conseguenze del proprio agire, non lo perdono, ma neppure mi vendico; lo escludo e basta.
Se invece queste stesse persone il male lo fanno a qualcuno che amo, che sia il mio compgano, un animale (mio" o no, non fa differenza) o un membro del mio "clan", non perdono e nemmeno lascio perdere; mi vendico, ma senza particolare compiacimento.
Se invece il male viene fatto di proposito, proprio per far del male, per cattiveria, mi vendico con estremo piacere.
Il desiderio di vendetta è un sentimento antico come l'uomo, viene fuori e basta; la vendetta si mette in atto quando, per circostanze varie, non è possibile un'immediata azione di ritorsione.
Re: La vendetta, il perdono o che cosa
Il perdono generico, sempre e comunque e verso chiunque e anche per le peggiori offese, è la rinuncia ad una caratteristica naturale che sta in tutti.
Nella nostra società cosiddetta civile rappresenta una qualità positiva, ma in effetti è solo un modo per metabolizzare l'incapacità o l'impossibilità di reagire e il conseguente senso di impotenza di fronte ai soprusi e alla cattiveria altrui.
Il perdono indiscriminato non rende migliore chi offende, ma lo rafforza ulteriormente e rende ancora più vulnerabili le sue potenziali vittime.
La vendetta è l'affermazione di un diritto naturale.
Nella nostra società cosiddetta civile rappresenta una qualità positiva, ma in effetti è solo un modo per metabolizzare l'incapacità o l'impossibilità di reagire e il conseguente senso di impotenza di fronte ai soprusi e alla cattiveria altrui.
Il perdono indiscriminato non rende migliore chi offende, ma lo rafforza ulteriormente e rende ancora più vulnerabili le sue potenziali vittime.
La vendetta è l'affermazione di un diritto naturale.
Re: La vendetta, il perdono o che cosa
Claro que sì.Tanimara ha scritto:La vendetta è l'affermazione di un diritto naturale.
Ma vendicarsi è estremamente difficile (anche se possibile se lo si vuole) e perdonare è più facile e la persona crede di aver fatto un'azione che richiede uno sforzo spirituale, incoraggiato spesso dalla religione o dal pensare condiviso. Rinuncia alla vendetta e non raccoglie il suo coraggio per vendicarsi e si trincera in un'aura di "grandiosa benevolenza".
Si può e si deve perdonare quando ciò che ci viene fatto (o a chi amiamo) non è grave o involontario (può capitare).
Anche se perdono obtorto collo...comunque me la lego al dito. E' una questione di dignità e di salvaguardia.
Troppo facile perdonare a destra e a manca e, addirittura, porgere l'altra guancia. Per cosa? Per l'oscar della benevolenza?
“Un Kolibrì dorato arrivò volando a casa nostra e portò una nuova alba sul nostro altare. La luce si avvicina riflettendo la gioia che soffia il vento svegliandosi un nuovo giorno e la freschezza della montagna porta l'essenza di un Kolibrì innamorato”.
Re: La vendetta, il perdono o che cosa
@ Maldito
Hai spiegato molto bene il perdono! Condivido.
Hai spiegato molto bene il perdono! Condivido.
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Re: La vendetta, il perdono o che cosa
Trovo che la vendetta permetta di riequilibrare un torto subito, ma se possibile equilibrare in altro modo, meglio. Ad esempio, se chi ti fa danno, in qualche modo ti ripaga, a cosa serve vendicarsi?
Inoltre, come ho scritto a riguardo della violenza, perdonare è buona medicina quando si tratta di un membro della propria comunità. Gli altri sono nemici, se il danno subito è troppo grave si va in guerra, sempre se si hanno i mezzi. Quindi per me il vero perdono, ovvero rinuncio ad essere ripagato, esiste solo fra individui che vivono attorno allo stesso focolare, perché c'è una grande circolazione di Potere che permette di riequilibrare.
Se invece rinuncio a vendicarmi di un torto subito da un estraneo e non ripagato è perché non ho la forza per farlo, o il coraggio. In ogni caso, si tradurrà in una perdita di potere e molto probabilmente coverò rancore finché la ferita rimarrà aperta.
Inoltre, come ho scritto a riguardo della violenza, perdonare è buona medicina quando si tratta di un membro della propria comunità. Gli altri sono nemici, se il danno subito è troppo grave si va in guerra, sempre se si hanno i mezzi. Quindi per me il vero perdono, ovvero rinuncio ad essere ripagato, esiste solo fra individui che vivono attorno allo stesso focolare, perché c'è una grande circolazione di Potere che permette di riequilibrare.
Se invece rinuncio a vendicarmi di un torto subito da un estraneo e non ripagato è perché non ho la forza per farlo, o il coraggio. In ogni caso, si tradurrà in una perdita di potere e molto probabilmente coverò rancore finché la ferita rimarrà aperta.
Kakáram ajastá
Tuna
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